Deaf Love

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Era un venerdì pomeriggio, di quelli cupi e scuri senza via d’uscita. Avevo preso in mano un giornale e sfogliandolo trovai un racconto, anzi trovai una meraviglia di parole perfettamente disposte. Quel racconto possedeva una forza mastodontica, tanto da sembrare che qualcuno mi stesse prendendo a schiaffi. Il racconto parlava e descriveva la possibilità di riscoprire l’amore senza l’uso di parole, con pochi gesti orfani di parole.
Era come osservare il sole uscire piano da quelle nuvole scure e illuminare pian piano tutto e mi salivano le lacrime ma dovevo ricacciarle dietro perché ero a lavoro e dovevo contenermi. Erano tante le cose che mi venivano in mente ma poche spuntavano con forza.
Ho provato a recuperare rapporti con fiumi di parole e non ci sono riuscito, ho recuperato rapporti con pochi gesti e solo quella sera mi sono reso conto di una cosa.
L’amore tante volte è muto, come un muro, come il vento.
E servono dei gesti per scalare un muro, per danzare nel vento.
Amiamo a gesti come i muti e i solitari.

_Kolmetoista

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